PER SALSA RICEVUTA

Installazione etno-artistica

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La pratica di inviare pacchi di cibo ai figli emigrati, lavoratori o studenti, è molto diffusa in Italia meridionale. Il cibo contenuto nella scatola assume significati diversi per chi lo prepara e per chi lo riceve.
Il cibo proveniente dai genitori rievoca il paesaggio sensoriale della famiglia e del luogo d’origine: gli odori della cucina di casa, le pietanze, i termini/suoni dialettali di denominare le pietanze, le presenze della madre e della nonna in cucina e il loro “modo di fare le cose”, le occasioni di commensalità festiva.
La capacità del cibo di attivare queste memorie sensoriali si deve in particolare al fatto che con esso si ha un contatto diretto, non soltanto visivo, ma anche olfattivo e tattile. Mangiando determinati cibi, le relazioni con luoghi e persone vengono letteralmente incorporate e rivissute. Questo potere del cibo viene manipolato dai genitori per controllare il corpo dei figli lontani da casa, la loro salute e le emozioni che li legano alla famiglia e al luogo d’origine.

Progetto
Francesco Marano

Collaborazioni
Dessy Ariyanti
Angela Calocero
Lucia Cuniglio
Xenia D’Allegra
Anastasia Kokhan
Mariangela Lapadula
Marica Melone
Fabiana Pizzulli
Rossella Primo

Produzione
Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo
Università della Basilicata

Sponsor
Inbox srl
CucinaLucana.it

Ringraziamenti
Franco Di Pede
Mino Di Pede
Galleria Arti Visive Matera
Brunella Lamacchia
Il terrone fuori sede
Roberto Di Marzio
Angelo Locantore
Maria Rosaria Romaniello

         

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